Che fine hanno fatto le salme dei Ceausescu?

Uno strano destino unisce i divi e i tiranni sanguinari dal giorno della loro morte in poi: l’incertezza, il dubbio, che essi possano essere scomparsi per libera scelta, tagliando i ponti col mondo e inscenando una presunta morte. E’ una sorte che tocca tutti: da Marylin Monroe e Ernesto Guevara, da Elvis Presley a Benito Mussolini, da James Dean a Adolf Hitler. Ed ora, a 18 anni dalla rivoluzione anticomunista di Bucarest, la stessa voce non poteva non essere indirizzata anche nei confronti dei coniugi Ceasescu. Se è vero che le immagini dei cadaveri appoggiati a terra fecero il giro del mondo, è altrettanto vero che i romeni si chiedono ancora dove siano sepolti l’ex dittatore Nicolae e la moglie Elena. Nella causa contro lo Stato romeno avviata nel 2005 dalla loro figlia Zoia (morta nel 2006), che dubitava che i genitori fossero stati veramente sepolti nel cimitero Ghencea di Bucarest, la Corte d’appello ha emesso nei giorni scorsi una sentenza definitiva e irrevocabile con cui sollecita il ministero della Difesa a presentare ai familiari dell’ex dittatore prove che confermino la effettiva sepoltura dei due in quel cimitero. A rincarare la dose di sospetto ci ha pensato ieri il quotidiano Evenimentul Zilei, costruendo tre ipotesi, tanto incredibili quanto sconcertanti. La prima, secondo cui “la coppia non si trova nel cimitero di Ghencea”, è sostenuta anche da Haralambie Voicilas, avvocato degli eredi della famiglia Ceasescu. Il legale sostiene che durante la rivoluzione dell’89 i cadaveri sarebbero stati cremati o sarebbero scomparsi. Quindi, le tombe attualmente sarebbero vuote. La seconda ipotesi presenta invece risvolti ben più intricati. Secondo tale supposizione la fucilazione sarebbe avvenuta prendendo di mira due sosia, mentre i veri Ceausescu sarebbero fuggiti all’estero protetti dai servizi segreti comunisti: la destinazione più gettonata sarebbe Cuba. Secondo la ricostruzione del quotidiano rumeno, infine, vi è una terza ipotesi, forse quella più verosimile anche se nessuno potrà mai verificarla. “Alla coppia – scrive il giornale (continua)

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