Il mondo occidentale mostra i denti a Mugabe

Il leader dell’opposizione dello Zimbawe, Morgan Tsvangirai, si è rifugiato nell’ambasciata olandese di Harare per sfuggire alle persecuzioni perpetrate già da diverse settimane nei confronti del suo partito dal dittatore Robert Mugabe. Al momento, non ha però chiesto asilo e, ha riferito il portavoce del partito d’opposizione Movimento democratico per il cambiamento, si trova nell’ambasciata ad Harare “provvisoriamente”. Il ministero olandese ha accolto la domanda per garantire la sicurezza personale di Tsvangirai. Dopo le intimidazioni e le violenze contro gli attivisti dell’Mdc, Tsvangirai ha deciso di rinunciare a presentarsi candidato al ballottaggio delle presidenziali, fissato per il prossimo venerdì 27: il governo del presidente uscente Robert Mugabe ha invece diffuso un comunicato attraverso cui spiega che non ha intenzione di annullare la consultazione elettorale. In sostanza, sarà un’elezione con un solo candidato: il dittatore Mugabe, al potere dal 1980, anno in cui gli inglesi abbandonarono la colonia e le dettero l’indipendenza. Con Morgan Tsvangirai si è schierata tutta la democrazia occidentale. Il commissario Ue agli aiuti umanitari Luois Michel ha duramente condannato gli episodi di intimidazione ed ha difeso Tsvangirai. “La decisione di Morgan Tsvangirai è pienamente comprensibile, considerando il livello di violenza inaccettabile che ha impedito (continua)

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