Caro-carburanti, l’Europa si divide sulle soluzioni

Giulio Tremonti ha fatto scuola: anche l’Europa ora vorrebbe appropriarsi della cosiddetta Robin Hood Tax. Riuniti a Bruxelles e chiamati a rispondere all’emergenza dettata dall’incessante rincaro del prezzo del petrolio, i capi di Stato europei stanno concretamente pensando di esportare il modello italiano anche nei loro Paesi. In sostanza, la proposta tremontiana è semplice: tassare maggiormente i profitti delle compagnie petrolifere derivanti dalla speculazione. Il greggio, infatti, viene acquistato in grandi stoccaggi e poi immagazzinato per essere rivenduto di volta in volta al dettaglio al prezzo di mercato. Che, come si sa, è in costante crescita. La tassazione progressiva avrebbe lo scopo di interrompere la speculazione; con i proventi della pressione fiscale petrolifera si aiuterebbero le famiglie meno abbienti attraverso una sorta di “tessera per il pane” che i più poveri potrebbero ricaricare a spese proprio dei petrolieri. In linea con Tremonti si è dimostrato il cancelliere austriaco, Alfred Gusenbauer, che ieri sera, di fronte ad una decina di giornalisti, ne ha così spiegato le ragioni: (continua)

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