Giulio “Hood” Tremonti e la battaglia dei conti

 

Il governo del fare ha mosso i primi passi. In soli nove minuti il Consiglio dei ministri ha approvato la manovra finanziaria su scala triennale proposta da Giulio Tremonti. Asciugate le lacrime e tamponato il sangue di prodiana memoria, l’attuale inquilino di via XX Settembre ha redatto un piano di previsione suddiviso in un decreto ed in un disegno di legge, per “semplificare l’iter in Parlamento, prima alla Camera e poi al Senato”. L’obiettivo minimo da raggiungere è il pareggio dei conti entro il 2011 e per far sì che questo accada Tremonti ha voluto redigere la manovra su scala triennale. Maggior controllo dell’andamento dei prezzi, vincoli a media scadenza e, soprattutto, nelle previsioni di premier e ministro, costante riduzione della spesa pubblica. Semplificazione e trasparenza sembrano essere le due parole chiave che hanno guidato la mano di Tremonti nella stesura del piano finanziario. A cominciare dalla Pubblica Amministrazione, così come già veementemente anticipato dal ministro Brunetta. Le consulenze saranno drasticamente ridimensionate: gli enti locali potranno conferire incarichi individuali con contratti di lavoro autonomo a esperti di particolare e comprovata specializzazione solo in presenza di determinati presupposti, comprovati peraltro dalla mancanza di una figura analoga già inserita nell’organico effettivo. Scompariranno entro il mese di dicembre le comunità montane. Saranno le Regioni a provvedere, su richiesta dei Comuni, a ripartire con oneri a loro carico, le risorse umane e strumentali delle medesime comunità montane. Abolite anche le province della aree metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli). Gli organi di governo resteranno in carica (continua)

1 Commento

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Una risposta a “Giulio “Hood” Tremonti e la battaglia dei conti

  1. Francesco

    Credo che sia giusto è conveniente, far conoscere al Paese del perchè si è scatenata in questo momento da parte dei giornali e della magistratura tutto il loro livore contro Berlusconi e il suo governo. Scusatemi se vi rubo qualche minuto, ma vorrei che questa mia nota, fosse letta e analizzata per quello che sto per scrivere. Il discorso del premier alla Camera, fu salutato da tutti i mass media come novità di grande statista. Da ieri ad oggi, cosa è veramente cambiato, salto tutta l’analisi riguardante il PD, ma su tutto, voglio farvi riflettere. Guardate le date e vi accorgerete della perfetta sintonia dei fatti. Tremonti annuncia l’introduzione della Robin tax, ma fa di più dice che banche e assicurazioni, dovranno pagare di più cioè passare dal 27,5 al 33% di tassazione. Qui parte la mia riflessione e analisi. Chi governa i giornali come il Corriere della sera, La Repubblica, La Stampa, Il Messaggero, Il Sole 24 ore, l’Espresso, per non finire di menzionare il nuovo padrone dell’Unità, se non quei poteri forti di cui menzionavo prima? Vogliamo metterci anche il fatto che lo stesso Tremonti ha scritto e detto fatto dichiarato che le società di consumo di tipo cooperativistico leggasi CONAD sono da equiparare a tutte le altre società di consumo? In poche parole, Tremonti li sta facendo tremare e ballare. Da qui, iniziano le manovre, perchè sappiamo bene che tutto viene pianificato in alcuni e poche sedi non “politiche” da parte di quei poteri forti che se vogliamo, questi si, sono delle vere loggie massoniche deviate. Quindi secondo la mia valutazione, e Tremonti che dovrebbe affrontare questi soggetti, anche perchè è moralmente ed eticamente inattaccabile. Cosa vorrei suggerire al ministro per completare il suo disegno strategico; solo alcune cose, queste si in grado di far saltare il quadro delle alleanze. La prima; abolizione del canone Rai in primis, e l’annuncio della privatizzaziopne di 2 reti Rai. Per l’abolizione, il ministro non ha bisogno di nessuna giustificazione, basta dare un solo dato. Oggi in Italia circa il 65% ha il decoder, il satellitare, sky ed altri centinaia di canale + internet disponibile, quindi non è più necessario pagare il canone e aggiungo che gia oggi tutti gli over 70, non pagano il canone. Ma la botta è la privatizzazione e su questo il ministro ha nel suo arco non una, ma bensi decine di frecce. La prima è quella che lo Stato cosi messo, non può pagare milioni di euro a giornalisti, nani e ballerine e ad un cda e suoi dirigenti che consumano più del dovuto, basti pensare che quest’anno hanno incassato tra canone e pubblicità oltre 2,7 miliardi di euro, e stanno sotto di 87 milioni. L’altra è quella fottuta norma che va sotto il nome di finanziamento alla stampa e che costa al Paese oltre 350 milioni di euro l’anno. Qualcuno mi vuole spiegare perchè dobbiamo dare contributi a quei giornali che hanno proprietà legate a petrolieri, banche e assicurazioni? E perchè mai dobbiamo pagare i giornali di partito? Non sarebbe più giusto introdurre la norma sulla volontarietà del cittadino e detassarla? cioè 1×1000. Due ultime considerazioni di ordine etico e morale.
    La prima perchè dobbiamo ancora pagare il finanziamento pubblico ai partiti che gli stessi elettori, hanno voluto eliminare. Perchè siamo cosi masochisti, quando governiamo? Non avete forse capito che la sinistra radical chic, quella dei salotti, va colpita nel portafoglio e possibilmente mortalmente? Ultima raccomandazione, durante l’ultima campagna elettorale, abbiamo promesso il piano casa. Bene facciamo quello che aveva già preparato Brunetta. Ci sono in Italia circa 425.000 inquilini delle ex IACP, vendiamo subito a loro le loro case x una cifra diciamo di 20 mila euro e con quei soldi, costruiamoci altre 100.000n case per giovani coppie.Centriamo due obiettivi. Il primo abbiamo dato sicurezza alle 425.000 famiglie che cosi diventano proprietari e si liberano dal ricatto degli amministratori in particolari di sinistra. Ma azzeriamo anche un centinaio di cda che costano il doppio di quanto oggi incassano gli ex IACP.
    cordiali saluti
    Francescp

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