Liberi tutti!

 

In Italia «abbiamo un liberalismo economico e un liberalismo etico-politico, un liberalismo statalista e un liberalismo antistatalista di impronta anarco-libertaria, un liberalismo costruttivista e un liberalismo evoluzionista, un liberalismo conservatore e un liberalismo rivoluzionario, un liberalismo di destra e un liberalismo di sinistra. Senza trascurare i liberalismi-composti, quali ad esempio la liberal-democrazia, il liberal-socialismo, il cattolicesimo liberale, il socialismo liberale, il liberal-liberista, il liberal-democratico, eccetera». (Raimondo Cubeddu, Atlante del liberalismo, 1997 Ideazione editrice). Insomma: l’inflazione del termine liberale dà la misura di quanto sia complesso farsi un’idea di che cosa sia veramente il liberalismo. A noi piace pensare che il liberalismo sia semlicemente la semplificazione economica e sociale volte al miglioramento (o salvaguardia) delle libertà individuali. E poiché non è immaginabile che vi sia un unico modo per migliorare la condizione umana, ogni individuo deve essere libero di migliorarla come crede. II solo limite a questi tentativi è costituito dal rispetto dei diritti e delle possibilità di scelta degli altri individui.

I punti su cui allora bisogna puntare il dibattito politico sono essenzialmente tre, tutto il resto è accessorio.Innanzi tutto una legge elettorale chiara maggioritaria e uninominale. Se è vero che l’elettorale non ha un ventaglio differenziato di scelta è anche vero che, allo stato attuale, la governabilità è più importante della reppresentatività. Al limite potrebbero essere adottate le primarie di coalizione attraverso cui scegliere il candidato unitario. A questo va affiancata la riforma costituzionale tendente all’elezione diretta del capo dell’esecutivo che procedrà poi alla nomina del governo. Riduzione del numero dei parlamentari suddivisi in Camera alta e Camera bassa: una legifera ed emenda; l’altra controlla, interroga, e approva la Finanziaria. Niente più balletto tra Camere ma importanti e fondamantali poteri ad entrambe, pur senza per questo rischiare la paralisi.Secondo aspetto non meno importante della riforma elettoral-costituzionale: evitare la formazione di monopoli (sia economici sia legislativi), che privano gli individui di una reale libertà dì scelta e che, sopprimendo la concorrenza, mettono in dubbio l’esistenza delle libertà e dei diritti naturali. Come iniziare? Privatizzando, privatizzando, privatizzando. Aznar nei primi di tre mesi di governo privatizzò 29 aziende statali, in Italia si grida allo scandalo se qualcuno ipotizza di vendere Alitalia ad un imprenditore straniero .Al bando quindi ogni forma di intesa proporzionalistica (magari senza preferenza, e magari già che ci siamo anche senza annunciare la coalizione prima dell’appuntamento delle urne) ed ogni forma di pianificazione statale dell’economia.

1 Commento

Archiviato in Articoli

Una risposta a “Liberi tutti!

  1. Rosario Amico Roxas

    Adesso tocca a Socrate.
    Si è identificato in Cristo, ha ammesso anche di avere le stigmate; poi è toccato a Napoleone, magari riconoscendo che solo il corso aveva realizzato più riforme di lui.
    Ora tocca a Socrate, del quale si sente l’emulo e il continuatore.
    Trascurando che i senatori che avrebbe convinto a tradire erano stati eletti con voto popolare per restare al loro posto; trascurando che i suoi metodi di convincimento prevedevano posti di governo come premio e il pagamento delle spese per la campagna elettorale come sostegno; trascurando qualunque ipotesi che avesse a che fare con la democrazia, adesso sostiene che, novello Socrate, avrebbe utilizzato l’arte della maieutica per convincere alcuni senatori a tradire il mandato che avevano ricevuto dagli elettori.
    Tale e quale come Socrate.
    Sotto sotto deve esserci lo zampino di Sandro Bondi che deve avergli spiegato Socrate così come lui stesso lo aveva capito.
    Ma Socrate insegnava il rispetto delle leggi, al punto da bere la cicuta in ossequio all’imperativo legale; lui, il cavaliere, rispetta solo le leggi che si costruisce intorno per soddisfare le più immediate esigenze personali. Se una legge non gli piace,non la discute, non dibatte, ma molto semplicemente l’abroga, la cancella e la sostituisce con un’altra ben più comoda.

    Un filo logico lo unisce ad un altro filosofo, che non è certo Socrate, bensì Erasmo da Rotterdam,in quello che dovrebbe essere il vangelo del cavaliere: L’elogio della pazzia.

    Dove il filosofo ammette comunemente che tutte le passioni appartengono al dominio della pazzia, visto che la caratteristica per cui si distingue un insensato da un saggio consiste proprio in questo, che il primo si lascia governare dalle passioni, il secondo dalla ragione.
    Per il povero Berlusconi si tratta della passione del potere, generata dal denaro, che sostiene le apparenze e cancella i risultati della ragione; con la pazzia si ottiene la materializzazione dei sogni, la proiezione all’esterno del proprio IO che sovrasta il resto del mondo; ma si tratta solo di pazzia, nient’altro che pazzia, della quale tesse l’elogio, tetragono anche alla logica minima che lo vorrebbe ben custodito in una stanza imbottita.

    Rosario Amico Roxas

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...