Laura Ravetto

Nata a Cuneo ma milanese d’adozione, Laura Ravetto rientra in quell’otto per cento dei parlamentari al di sotto dei 40 anni. A pochi giorni dall’elezione balzò agli onori delle cronache per l’entusiasmo da novizia con cui affrontava ogni dibattito in aula, ogni seduta di commissione, ogni intervento politico. Dopo otto mesi di legislatura, il sentimento è lo stesso oppure il contatto diretto con il Palazzo, la quotidianità parlamentare, le ha fatto cambiare idea?

“Il sentimento per la politica è sempre uguale. Quello che è cambiato è il rapporto con l’ambiente, con il Palazzo, che si è un attimo affievolito”.

Cioè?

“Più passa il tempo, più mi rendo conto che quella che vale è solo la regola della cooptazione dell’ubbidiente. E questo purtroppo a tutti i livelli”.

Ci fa qualche nome?

“Partendo dall’alto mi viene da pensare che Prodi, a parte quattro o cinque leader, abbia dovuto sottostare in pieno a questa regola. Nominare l’esecutivo secondo imposizioni e non per merito”.

Come giudica la scalata di Michela Brambilla?

“Berlusconi vuol ridare stimoli al partito. E forse la nomina di Brambilla rientra in quest’ottica”.

Mentre i Circoli del Buon governo…

“I Circoli del Buon governo sono la vera novità nel panorama culturale e politico italiano. Il vero scossone lo daranno proprio le centinaia di giovani che hanno aderito all’associazione. Hanno consapevolezza della realtà, riconoscimento del merito, un futuro su cui puntare ma soprattutto una mentalità molto diversa”.

In che senso?

“Gli under 40 di oggi ragionano seguendo la concretezza e sanno crearsi delle chances”.

Lei è la responsabile del neo-dipartimento Europa di Forza Italia. Che farà?

“Più che altro vorrei rendere un servizio al partito. Cioè mettere in contatto l’istituzione europea con i rappresentanti territoriali. Da un lato per conoscere i regolamenti e le direttive, dall’altro per fornire gli strumenti di accesso ai finanziamenti comunitari”.

Una sorta di coordinamento, quindi…

“Esatto. Un ponte di collegamento tra l’istituzione europea e il partito. Ora siamo soltanto all’inizio, il dipartimento esiste sulla carta ma non nella sostanza, ma sono sicura che il partito saprà darmi in breve tempo sia gli strumenti che le risorse necessarie”.

Lei è molto giovane ed oltretutto alla prima esperienza parlamentare. Tra le donne ha dei punti di riferimento?

“Sono molte e coprono entrambi gli schieramenti. Si va da Silvana Mura, una donna che parla di cause femminili e poi è anche capace di metterle in atto, a Lorena Milanato, una donna che fa il suo dovere senza esibizionismi, in maniera costante ma discreta, a Stefania Prestigiacomo, il coraggio fatto donna”.

E sul versante extraparlamentare?

“A sinistra ho difficoltà a vederne. A destra Letizia Moratti. Di lei mi piace il suo approccio meritocratico in tutto quello che fa”.

Lei è nata a Cuneo, culla del liberalismo italiano. Quanto ha influito sulla sua formazione?

“Ovviamente moltissimo: l’ambiente familiare in questo senso è stato fondamentale. Nascere in provincia, una provincia poi orgogliosa come quella sabauda, mi ha insegnato l’ambizione e il sacrificio. Valori che ancora oggi mi caratterizzano e che mi hanno concesso di togliermi molte soddisfazioni, anche a livello professionale”.

Sacrifico e ambizione. Le stesse parole chiave della campagna elettorale di Sarkozy.

“Un uomo straordinario che ha saputo far rientrare la Francia in un modello davvero europeo. Ha ricucito il rapporto con gli Stati Uniti, ben sapendo che molto del futuro politico occidentale si giocherà proprio sull’asse Usa-Ue”

Altri leader europei che apprezza?

“Aznar. Un politico a tutto tondo: appassionato, coerente, che non perde mai di vista l’agenda dei suoi programmi ma che soprattutto fa di tutto per metterli in pratica”.

Dai suoi discorsi torna molto spesso il concetto di ambizione. Poteva essere un generale in provincia ed invece ha scelto di fare il soldato nella capitale…

“E chi lo ha detto? Se mi chiedesse se è meglio essere sindaco o ministro le risponderei senza dubbio sindaco (lunga pausa) di Milano”.

Sta già studiando da sindaco?

(sorride) “Beh. Qualcuno dice così”.

1 Commento

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Una risposta a “Laura Ravetto

  1. chadgie

    ambizione. sarkozy. orgoglio.

    che schifo

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