
Dopo tre anni di tira e molla, manifestazioni, proteste, feriti ed arresti, è stato trovato l’accordo: la linea ad alta velocità Torino-Lione si farà. E si farà con il benestare di tutte le parti chiamate in causa, sindaci e comitati dei cittadini su tutti. Unica voce fuori dal coro quella dei “duri e puri” del comitato No Tav che, anche attraverso annunci redatti sul loro sito, hanno affermato di voler continuare la protesta con ogni mezzo e sotto ogni forma. L’impressione, però, è che questa volta i “ribelli della Tav” siano isolati: senza un sostegno da parte della classe politica difficilmente potranno nuovamente interrompere l’avviamento del più grande cantiere italiano. L’intesa, che sarà illustrata al governo nei prossimi giorni, arriva dopo quasi due anni dalla nascita dell’Osservatorio tecnico, nel dicembre 2006. Per stendere il documento ci sono volute 70 settimane di lavoro, si sono svolte circa 300 audizioni e sono intervenuti 60 tecnici internazionali. “Avevamo un mandato e una data, tutti insieme siamo riusciti a rispettarla. - ha spiegato il presidente dell’Osservatorio Mario Virano – Questo è più di un passo avanti, abbiamo infatti definito i cardini per rispettare il calendario europeo e far decidere il governo. Insieme alla linea ferroviaria, è stato anche definito l’inscindibile pacchetto di misure per il territorio”. (continua)